Disclaimer
La presente Newsletter ha il solo scopo di fornire informazioni di carattere generale. Di conseguenza, non costituisce un parere legale né può in alcun modo considerarsi come sostitutivo di una consulenza legale specifica.

La crescita dell’impresa viene normalmente valutata attraverso parametri economici, commerciali e organizzativi: incremento del fatturato, ampliamento dei mercati, ingresso di nuove figure manageriali, sviluppo tecnologico, maggiore articolazione dei rapporti con clienti e fornitori.
Non sempre, tuttavia, a tale evoluzione corrisponde un adeguamento altrettanto tempestivo degli assetti societari, contrattuali e organizzativi sui quali l’impresa continua a fondare la propria attività.
Può così accadere che una realtà profondamente mutata per dimensioni, complessità e struttura decisionale continui a essere regolata da meccanismi, deleghe, procure, contratti e rapporti tra soci concepiti in una fase precedente, quando l’impresa presentava caratteristiche ed esigenze significativamente diverse.
Il disallineamento non determina necessariamente una situazione patologica. Può tuttavia assumere progressiva rilevanza quando gli assetti esistenti non risultino più pienamente coerenti con la struttura economica, organizzativa e decisionale effettivamente assunta dall’impresa.
Un rapporto contrattuale inizialmente marginale può divenire strategico; un cliente può acquisire un’incidenza rilevante sul fatturato; un fornitore può diventare difficilmente sostituibile; un contratto tecnologico può assumere carattere essenziale per la continuità operativa.
In tali ipotesi, la crescente rilevanza economica del rapporto non determina automaticamente una corrispondente evoluzione della disciplina giuridica che lo regola. Durata, recesso, responsabilità, change of control, proprietà dei risultati o continuità delle prestazioni possono così assumere, nel tempo, un peso assai diverso rispetto a quello originariamente considerato.
Un fenomeno analogo può riguardare la governance.
L’ingresso di nuovi soci, investitori o manager, la costituzione di società controllate o l’articolazione delle funzioni aziendali possono modificare sensibilmente la distribuzione effettiva dei poteri e delle responsabilità rispetto agli assetti originari.
In tali circostanze, il profilo rilevante non si esaurisce nella mera regolarità formale delle strutture esistenti, ma investe la loro effettiva coerenza con l’organizzazione economica e decisionale che l’impresa ha progressivamente assunto.
Anche software, dati, know-how, marchi e altri asset immateriali possono acquisire una centralità crescente senza che la relativa disciplina giuridica evolva in misura corrispondente. La disponibilità operativa di tali risorse, infatti, non sempre coincide con una piena e chiara definizione della loro titolarità, utilizzabilità o dipendenza da soggetti terzi.
Asimmetrie di questo tipo tendono a emergere con maggiore evidenza nei momenti di discontinuità: acquisizioni, cessioni, ingresso di nuovi investitori, riorganizzazioni, finanziamenti, modifiche della compagine sociale o negoziazioni di carattere strategico.
È soprattutto in tali fasi che può manifestarsi la distanza tra l’impresa nella sua attuale consistenza economica e la struttura giuridica formatasi nel corso delle precedenti fasi di sviluppo.
La crescita economica, in altri termini, non comporta automaticamente l’evoluzione degli strumenti giuridici attraverso cui l’impresa opera e organizza i propri rapporti.
Ed è proprio la coerenza tra queste due dimensioni a costituire uno dei profili più rilevanti nei processi di sviluppo e trasformazione dell’impresa, soprattutto quando essa si prepara ad affrontare una nuova fase della propria evoluzione.
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